Se provassi un po'
a spiarmi con dolcezza,
se riponessi la tua leggerezza,
in un angusto ripostiglio,
non mi parleresti cosi'.
una cappa di sospetto
mi circonda in ogni momento.
I tuoi sguardi furtivi
cercano invano i miei.
Ma gli occhi si nascondono
dietro una febbrile lena
di serieta' ipercostruita,
di alacrita' esasperata,
tanto e' il disagio
di affrontare il tuo viso.
Se conoscessi la mia storia,se aprissi il mio vissuto,
non mi parleresti cosi'.
L'arroganza sfidante,
la provocazione sempre in agguato,
ossessionante,
rivelano un desiderio velato
di comunicare con me.
Ma il cuore non risponde,
la mia bocca
parole non effonde.
A che serve aggravar
il tuo rancore
palesando la mia parte peggiore?
M'hai in fretta isolato
dalla tua schiera di amici:
sono tanto diverso da te.
Ma se leggessi sino in fondo,
il mio comportamento inquieto,
insieme placido e discreto
che assumo per provocare te,
finiresti di detestarmi,
capiresti che tra noi
un dialogo e' possibile;
io di te sono simile.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Commenti  

Angelo Blu
+1 # Angelo Blu 01-09-2013 18:52
Bella e suggestiva... bei versi di una musicalità raffinata...mi è piaciuta molto complimenti
pierrot
+1 # pierrot 01-09-2013 19:05
molto bella, sì, gradita. Grazie
Brigida Liparoti
+1 # Brigida Liparoti 02-09-2013 11:10
Dichiarazione di apertura massima verso l'altro/a...
La ricerca della comprensione è sinonimo di grande apertura, guardare infatti negli occhi una persona mentre si parla col cuore è una delle più alte espressioni di sé che si possono dare, momento di comunione delicato e sincero...
Peccato che in questa poesia ìmpera la particella "se", il ché riduce tutto al dubitativo.
Molto bella e delicata comunque.
Grazie e a persto qui.
Falug
+1 # Falug 02-09-2013 13:49
Hai ragione, spesso fra simili non ci si riconosce, si è attratti dal diverso, che è affascinante ma spesso conflittuale. Ma il problema nasce dalla tua bocca che non effonde parole.

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