Specchio, rifletti occhi
che sono profondità
di notti senza luna,
e ritorni di echi
soffusi.
Rughe leggere attraversano
la fronte, come sentieri
lineari e incerti.
E la bocca carnosa,
con velato rossore
di porpora, giace
socchiusa tra un inizio
di sorriso quasi antico.
Riflesso di volto,
che un tempo era fresco
e quasi ingenuo,
ora, sembra spento
su un amara realtà,
e ritrova tutte le incertezze
e le paure, di un lento
morire come foglie d'autunno.

Commenti
Delicata nell’incedere e nell’uso delle parole ma, diretta, nel suo più profondo significato.
Complimenti. Un saluto