Va a fondo la notte
nell’ultimo chiurlare
di un assiolo.
Ti accarezzo ancora il pancino,
non mi sono accorto che ora
dormi… ne avrei bisogno, solo qualche
minuto o il tempo d'un assolo.
Mi sveglia l’alba sul viso
che invita i miei occhi
alla danza del suo sorriso.
Esce, e porta con sè il soffio del cigno.
Lascio appeso al filo insieme
ai panni un rapido pensiero per te.
Intanto nell’aria sospettosa tra le piume
di un beccaccino, e con il bavero alzato
aspetto il suono della sveglia
dentro la tazza bollente del caffè.

Commenti
Nella chiusa c'è però un inizio, apertura al chiarore, si intravede l'aurora.