
Non vedi l’ombra a grandi passi
come s’avvicina
in questo tempo d’aporia,
di non intesa nelle inferenze
e questo malinconico vibrare
di sinestesie?
Non v’è più armonia
nel cammino condiviso
e questa paura che non si distende
fa che sia rivoltata
in un cerchio scevro di cenere.
Fa che sia acqua del mare
limpida e scorrevole
e non intasi la sentina.
Che ogni goccia sia memoria
di tutto quanto cade e non risale.
Io so che siamo ombre convergenti
che si riflettono in ogni muro
e salvi da noi stessi
andando incontro alla speranza
dovremmo navigare sul sicuro.

Commenti
nell'ultimo verso. La speranza toglie ogni dubbio dal pessimismo romantico in cui avrei connotato sicuramente lo scritto.
La chiusa rivolta nell'anelare al migliore futuro ammanta il cammino introspettivo precedente e lo riveste di luce in fine.
Devo dire che rispecchia per certi versi quel romanticismo ottocentesco che prediligo maggiormente come espressione poetica, se ne distacca poi nel finale che fa un salto verso un pensare di cui siamo molto intrisi, il Cristianesimo. Attraverso la sofferenza l'uomo deve anelare alla gioia ultima del risorgere. Questa è la mia analisi semantica del testo, che ho apprezzato molto, bel lavoro Grace.
end. Grace