Gonfio e tronfio
d'acque terre e giullari
teschi vuoti
bocche di fuoco
rari in altri mondi i loro pari
i tentacoli avvinghiati
a fermare tutti i fiati
un mondo invasore
anche del mio spazio
avrei preferito il vizio
corrisposto o scelto
il silenzio avrei preferito
moderno sconosciuto
oppure un amico muto
mescolo i pensieri
senza trattenere quelli neri
lui mi obbliga con le sue movenze
di fretta sveglio imperante
resisto contro ogni forza
spingo contro e di piu'
sparito il meglio da tempi remoti
il suo posto e' stato preso
da vandali zingari unni e visigoti
resisto senza mollare
solo questo resta
con i piedi per terra
ma è finita la festa
