Le stelle rimembraron la vita d'un giorno,
Ripetuta una, cento o
Forse mille volte.
Quiete cullaron lor sospir gemmati:
A loro chiesi, inquieto, i miei perché,
A loro chiesi, qui,
Alle porte dell'infinito,
Tra sussurri del quartiere,
In attesa del cielo.
I latrati del tempo s'adagiaron
Su levi onde del cosmo.
E vidi un uomo errar sull'orlo del caos,
Spettro tra le nebbie dell'animo,
Ma una mano lo prese,
Lo porto alla follia,
Alla follia della luce, alla follia del cor.
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Profilo Autore: Alessandro Pagni  

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