Cammina lento il mio pensiero
nelle camere affollate dal silenzio,
adornate dalla curiosità
e da una perfida gravità.
Ora sta lì, fermo, impassibile,
muro di se stesso,
porta, chiave e serratura.
Tra le innumerevoli stanze,
il mio pensiero va perdendosi,
ognuna vorrebbe visitare,
ma la scelta, nel corridoio
lo confina ad aspettare.
Oh maledetta carne mortale,
perché una vita mi donasti,
quando essa non è altro che un attimo
di ciò che la mia anima brama,
ella brava un ossimoro,
una vita immortalmente mortale.
Il progresso è la sola mia consolazione,
un Superuomo la mia mente sogna
e chi sono io per destarla da un cosi lieto sognare.
Se magari un dì futuro,
potrò con man toccare
questo lieto avvenire,
di tale gioia potrei addirittura morire.

Commenti
Quando il pensiero non trova uscita nascono poesie come questa ... credo che invece hai divelto molte porte ..scrivendola... complimenti
Saluti
Io giaccio e attendo di osservarti ancora
Carla