
La sento arrendersi
nella quiete di questa solitudine,
prigioniera di un silenzio soffocato,
di un pensiero represso, mai pronunciato.
La sento arrendersi
in questa stanza buia e triste,
dove si respira aria di cogitazione,
inghiottita dal vortice della rassegnazione.
La sento arrendersi
al ricordo di un abbraccio materno,
inerme e indifesa nei profumi d’infanzia
dove tutto era magico e pregno di grazia.
La sento arrendersi,
questa mia anima ferita,
nella quiete di questa misera solitudine,
adombrata dal velo nero dell’inquietudine.
La sento...
La sento imprecare,
la sento soffocare
senza speranza di potersi salvare.
