Scruto nell'oscurità
aspettando l'alba
che in seno culla il giorno,
non so cos'aspettarmi:
un giorno è uguale all'altro...
intanto s'asciuga la mia linfa
nell'attesa, non so se vana,
del tuo ritorno.
Pochi fiori adornano il giardino
e nulla si spande come tappeto
innanzi al mio cammino.
Tutto è gelido marmo
come monumentale mausoleo.
La casa è tetra dal tuo abbandono
e ciò si ripercuote in ogni angolo,
in ogni stanza, in ogni crepa
del muro del giardino.
Solitario il mio vivere quotidiano,
nel mio petto s'agita il rimpianto
che sovente scaturisce in pianto.
Son qui che dondolo i miei giorni
nella tristezza e sul filo del dolore
ma attendo in questa casa
il tuo ritorno amore...

Commenti
Sei stata molto coinvolgente, Grace...E, in questi casi, io vorrei sempre che si trattasse di stati d'animo immaginati e descritti, non PERSONALMENTE SOFFERTI...
Ancora più intenso perciò il desiderio di augurarti tanto Bene TUTTO TUO.
Vera
Ti ringrazio della tua immedesimazione cara Vera e ti auguro una lieta giornata, un abbraccio Grace.
uno splendido pomeriggio. Grace
Il mio elogiarti, Grazia.
Lieto meriggio.
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Versi notevoli, felice sera poetessa,silvia
Simome è il non agire, il non andare avanti, rimanere in una stasi che ti fa rimanere sempre ad un punto.
Un sereno Week end a tutti Voi. Grace