Eppure vien la sera, il mio dire

vorrei in questa quiete senza vento

spesso il digiunare affanna il verbo

l'afa come gramigna vuol colpire.

Scrivàno che d'allori adorni il capo

taci... non parlare, scrivi daccapo,

mi trattengo nel pensare d'inganno

che tu discolparti provi accusando.

Un dì moderno al soleggiar sul campo

ti troverai penne vuote e l'affanno

per poetare cercherai lo stampo.

Mal pensare provoca sempre danno,

alla fine, criticare non renderà

pace, nel silenzio gli ori cadranno,

scoprirai sol d'essere scellerato.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: elvio angeletti  

Questo autore ha pubblicato 232 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 17-08-2020 08:24
Molto profonda seppur leggo molta sofferenza, nella vita purtroppo si scoprono anche queste persone, sei un grande poeta e uomo bravissimo Elvio.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.