Le stigmate che ti crescono senza bisogno di chiodi
la corpulenta avarizia dell’orto dei tuoi desideri
la storia infinita dei minuti contati
lo strapotere infetto della metropoli
che ti avviluppa senza via d’uscita
l’invenzione del tempo
che ti incatena quotidianamente al medesimo orario
il ricordo lontano del mare
che piange le tue lacrime di nostalgia
la rovina eterna costruita su basi infernali
di guadagni che renderanno sempre più grigio-verde la tua faccia.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Commenti  

Frida
+1 # Frida 11-11-2017 08:07
E' sottile il senso che se ne rinviene.Una vita votata all'avidità e al desiderio di ottenere, del profitto e del guadagno, nonostante la nostalgia di essere diversi da quello che si è. L'ho letta così. Mi è molto piaciuta.
Antilirico
+1 # Antilirico 11-11-2017 12:49
Piaciuta molto anche a me...

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