Pensavo alla padronanza dell’ignoto
Alle meschinerie di corte
quando
introdurmi nel ricordo era pena
e il pullular sordo di voci
era solo cadenza di suoni.
Non mi appartiene
questo mondo di vuoti accesi
dal nefasto amaro in bocca
e dalla parola spenta.
Lodo la poesia
Inconsapevole leggerezza
Che attraversa le ombre
con viaggi pindarici , oltre il tempo
consapevole di ciò che avverrà.

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Apprezzata, grazie.