“Riviere, bastano pochi stocchi d'erbaspada, penduli da un ciglione, sul delirio del mare.”
(Eugenio Montale)
L’ammaliante pace
che si intravede appena,
fra una stazione e la prossima,
è anche lei, purtroppo, cosa illusoria.
Mi resta la percezione del respiro del mare,
il circuito chiuso di un incomprensibile ed inutile
patrimonio genetico, ed un innato bisogno di creare.
Poi ci sei tu, la condizione di equilibrio, sempre in bilico
fra lo yin e lo yang, mai completamente l’uno
e mai completamente l’altro.
Viviamo riflessi
nelle forme
con cui
ci pensiamo,
abbindolati dai meccanismi
della vita sociale, e da un inappagabile
pulsione a comunicarci ancora amore.
Quando il giorno sta per farsi notte
o la notte sta per farsi giorno,
siamo noi lo spazio vuoto
lasciato dalle cento
milioni di cose.
Siamo noi
la chiave
armonica
della mutevolezza:
sempre diversi ma sempre uguali,
due segni opposti che non annichiliscono,
due lampi di genio leggermente asimmetrici,
due esseri che è impossibile che non siano.
“Codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”
(Eugenio Montale)

Commenti
Chissà come siamo veramente?
Grandissimo!
Un saluto da Ibla.
un caro saluto!
charlie
un saluto
charlie