In una vasta e nera foresta
mi ritrovo da solo,
con oscuri pensieri
che dimorano nella mia testa.
Cerco una via
che mi porti lontano,
dove la terra che prendo,
non mi sporchi di nero
la mano.
Trepidante,
giungo su una vasta pianura,
dove lontano un monte
tocca quasi la luna.
Ai piedi,
due laghi scuri e profondi
rispecchiano il cielo
e tutti i suoi mondi.
Continuo il mio viaggio,
mi imbatto in vasti campi
ricoperte da rossi fiori
di Maggio.
Imperterrito continuo
a camminare,
in breve mi ritrovo
sull'orlo di un burrone
e non so più cosa fare.
Ma prendo coraggio
e chiudo gli occhi,
mi lancio sperando di sentire
della campana, ancora
i suoi rintocchi.
Per fortuna il fondo esiste,
è morbido, caldo
e non mi ferisce.
Davanti a me si ergono ora
due immense colline,
identiche per forma,
non sembrano avere più una fine.
Al centro si snoda un sentiero.
È sgombro da ogni minaccia,
non mi sembra quasi vero.
Uscito fuori mi ritrovo
in un'altra vasta pianura,
questa volta però mi sento
appagato e non ho più paura.
Da lontano scorgo
alberi scuri, alti e belli.
Da sopra le fronde
canticchiano maestosi uccelli.
In questa selva
sono sereno e felice,
per riposarmi mi sdraio,
su alcune piante di Myricae.
Dal profondo sonno mi risveglio,
non son più stanco
mi sento molto meglio.
Supero il bosco e giungo
al prezioso forziere,
dove ogni uomo a cui piace la donna,
trova piacere.
mi ritrovo da solo,
con oscuri pensieri
che dimorano nella mia testa.
Cerco una via
che mi porti lontano,
dove la terra che prendo,
non mi sporchi di nero
la mano.
Trepidante,
giungo su una vasta pianura,
dove lontano un monte
tocca quasi la luna.
Ai piedi,
due laghi scuri e profondi
rispecchiano il cielo
e tutti i suoi mondi.
Continuo il mio viaggio,
mi imbatto in vasti campi
ricoperte da rossi fiori
di Maggio.
Imperterrito continuo
a camminare,
in breve mi ritrovo
sull'orlo di un burrone
e non so più cosa fare.
Ma prendo coraggio
e chiudo gli occhi,
mi lancio sperando di sentire
della campana, ancora
i suoi rintocchi.
Per fortuna il fondo esiste,
è morbido, caldo
e non mi ferisce.
Davanti a me si ergono ora
due immense colline,
identiche per forma,
non sembrano avere più una fine.
Al centro si snoda un sentiero.
È sgombro da ogni minaccia,
non mi sembra quasi vero.
Uscito fuori mi ritrovo
in un'altra vasta pianura,
questa volta però mi sento
appagato e non ho più paura.
Da lontano scorgo
alberi scuri, alti e belli.
Da sopra le fronde
canticchiano maestosi uccelli.
In questa selva
sono sereno e felice,
per riposarmi mi sdraio,
su alcune piante di Myricae.
Dal profondo sonno mi risveglio,
non son più stanco
mi sento molto meglio.
Supero il bosco e giungo
al prezioso forziere,
dove ogni uomo a cui piace la donna,
trova piacere.
Commenti
alle prese con questo tuo viaggio
apprezzata e molto un saluto Elia