Spinto da l'irrequietudine
di cui ardono le giovani anime,
tolsi dai miei sandali
la polvere della casa natia,
e
mi avventurai
per quel mondo bieco e arrido,
che la mia curiosita incosciente,
lo dipingeva
di colori intensi e caldi.
Nel mio cammino,
incontrai un poeta
che dalle sue labbra nascevano parole,
nella stessa intensita dei fiori di campo
in primavera.
Mi fermai ad ascoltarlo
e a bere dal suo seno,
il latte della coscienza.
Ma come l'estate che muore
per lasciar posto a l'autunno,
le sue parole non riscaldavano più
le notti fredde della mia irrequieteza,
e il suo latte non dissetava
più la sete della coscienza.
Senza alcuna remora,
partii senza voltarmi
e
nel mio viaggio senza meta,
incontrai un uomo
con il profumo del mare sulla pelle,
mi fermo
e mi volle
raccontare,
dei paesi lontani
che ebbe fortuna di sbarcare,
dei colori brillanti che li caratterizzavano,
dei profumi di erbe aromatiche,
che potevano scuoterti i sensi,
dei mille volti
di quei popoli lontani
dal nome difficile da pronunciare,
e io,
incantato da quei racconti,
segui
l'uomo dal profumo di mare,
nel suo nuovo viaggio
in quelle terre lontane.
Vidi quei mille paesi
che l'uomo di mare mi descrisse,
la mia anima vibro in quei profumi di erbe aromatiche,
amai e peccai
con mille donne dal nome misterioso
e
dal profumo d'arrancio e mirra,
e
amai
quel cielo
che nel mio paese era sconosciuto.
La mia anima si quieto
per dieci stagioni,
poi,
come una tempesta che vidi spesso
abbattersi in quei paesi,
l'irrequietezza torno violenta
nella mia anima,
e distrusse le mie convinzioni,
spingendomi ad abbandonare
quei luoghi.
Tornai,
e andai remingo per il mondo.
Quando ormai stanco e deluso
del mio viaggiare,
incontrai un anziano
con il peso de l'età e del dolore
scolpiti sul volto.
Mi accolse con se,
senza chiedere o promettere.
Dei paesi chi visitai
l'anziano
non ne conosceva l'esistenza,
nè sentiva il bisogno di lasciare le sue certezze
per visitarli,
dalle sue labbra nascevano poche parole
e a volte
mal pronunciate,
ma era intense come il sole,
calde come l'abbraccio di una amante,
la mia anima si quietò
e
decisi di porre termine al mio viaggio.
Un giorno di primavera
l'anima abbandonò l'anziano
e io
lo
con le lacrime del pentimento,
e
sulla croce di legno
intagliai queste parole
come monito
ai giovani
con gli animi irrequieti:
"Era mio padre"
by zighy