Non so quali disegni il tempo abbia in serbo per noi
né se, un giorno, il suo vento gentile sceglierà
di riportarti tra le mie stagioni.
Ma se mai accadesse,
se i tuoi passi tornassero a sfiorare i miei,
io ti riconoscerei.
Ti riconoscerei negli occhi capaci
di scrivere poesia senza bisogno di parole,
nelle mani che un tempo sapevano
accarezzare anche i pensieri.
Perché l’amore che provo non si è spento,
ha solo imparato a sussurrare.
Ti vorrei bene con la grazia
di chi ha compreso il valore dell’attesa
e la bellezza delle seconde possibilità.
Tu vivresti ancora nei miei ricordi,
non come nostalgia, ma come una melodia
che torna dolce alla mente ogni volta
che il cuore si concede di sognare.

Commenti
Stupenda riflessione questa tua poesia, colma di pathos!
Buona giornata.
Caterina
N.B. C'è da correggere un refuso: alla fine del secondo verso ti è scappata una virgola prima di "né"! Qualche svista può capitare...
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Un abbraccio .