Socchiuse le finestre.
Imprigionando il cielo.
Racchiuso un sorriso,
è nella stretta permanente.
Perché noi siamo chiusi?
A vivere così?
La pena più atroce
a stringere i cerchi -
e farli benedire.
A volte non resisto.
Ed esco spesso fuori.
Ma solo sul davanzale,
sopra un balcone.
La mia città amata,
oh, quante belle storie.
I sacrifici nostri giovini,
le nostre gioie fatiscenti.
E pesano catene in tremolio
nel silenzio calante.
In quanti siamo inclusi
nelle sillabe affaticate.
a non uscirne i tentativi fuori.
Il mio paese è in fiamme
e il fiammifero si è disperso.

Mi accascio.

Di fronte - una finestra.
Appaiono le ante
di uno smisurato universo.

Ma.

Perchè mi attraggono 
malgrado la paura?
Cosa può esserci 
tranne le tende in fuga?
E sminuendo i tratti 
della tempesta in arrivo.
Si è spalancato il vortice 
di una inaspettata luce.

Lo sguardo fra tante,
placate migliaia.
Alcune sono i sogni,
le altre pure le foglie spassionate
I due destini.
Ed ora ti osservo.
Un attimo ambedue.
Eppoi avrai tanto da fare,
ti recherai nel tempio di paura.
A sopportare qualunque Iddio affatto.

Ma.
No?
Perché mi guardi,
non provi la febbre di premura?
Alquanto 
siamo già sfiniti,
bisogna rimanere i morenti.

E resterai immobile,
da quanto tu mi fissi?
E non mi sento scomodo.
Mi trovo leggermente strano.
Sei la fanciulla 
di quel poggiolo,
che parlano male?

E come se provassi
il rancore riguardo le parole
che nemmeno le ho scambiate,
hai distolto lo sguardo
e ti sei voltata...

Ma volevo solo,
che rimanessi.
Non mi importava affatto,
cosa di te direbbero.

E mi sono stupito...
Come se lo sentissi.
Ti sei girata verso di me,
poggiando le mani
di nuovo sul parapetto.

E non resisto io.
Talmente è tutto nuovo.
Di solito le fanciulle
sono al richiamo d'occhio.
E qui attrae l'uomo.

Rido io di dentro...
eppure sono grato.
Saremo in due
noi stranezze?
Oppure lo è
la realtà mondana?

- Vi ringrazio! 
Siccome ora non resisto...
E rido.
Si, vorrei restare taciturno.
Ma proprio non potrei.
Posso ritornare nel grembo
della sperduta casa a trovarmi 
una cosa... 
ma preferisco di lottare
e rimanere e discuterne pure
di comprendere perché...
la sera è strana,
voi siete strana
e io non riesco a scapparne?

 - Avete mai considerato i cieli
tranne le beate possibilità?
Di fare uno sbarco così fedeli,
incatenare le stelle,
a mungere la luna,
E comprovare a chiunque fra di voi -
che la favola è finita.
Si è spezzata una lagrima...
Pane è la felicità - mai finta.
E lei?
Sto parlando ora,
perché io l'ha sentita.

Tento di comprendere...
Poi la colgo negli occhi.
E dolcemente mi sorride.

 - Ecco.
Una mossa giusta.
Lei tenta a comprendere.

Sapeste quanta notte
riesca a passare.
Con le spalle immobili 
legate ad ascoltare...
Lei, che non ci è stata mai.
Nemmeno il suo volto,
notando la bellezza,
di cui non importa oramai.
A condividere storie...
A procreare i mondi.
Stando sui parapetti
e non necessitando oltre.

E non mi importa ora,
che la morte si propaga
e viene osannata.
Gli uomini mancano
una vita prima,
che la morte accoglie
i loro corpi estranei.

E non sei lì,
sei invece vicina
ho imparato per bene io

sentire..

Fin.
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Profilo Autore: Ruslan Lyakh  

Questo autore ha pubblicato 1 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

poesie profonde
+1 # poesie profonde 13-11-2020 19:04
Trovo che sia un testo vero e molto sentito e davvero, ben scritto
Ruslan Lyakh
# Ruslan Lyakh 13-11-2020 19:25
La ringrazio.
poesie profonde
+1 # poesie profonde 13-11-2020 19:52
Del tu grazie, perché sono qui, soltanto, per lasciare qualche commento. Buona serata a te

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