Quando guardo la stanza mezza vuota odo come un sentore di gelido, che parte dalla punta dei pensieri e termina ai piedi dell'anima.
Non conosco nessuna ragazza che mi provoca brividi glaciali anche in pieno agosto, quando la salsedine impregna le nostre vesti, mentre le nostre pelli si strofinano sopra un asciugamano di cotone creando scintille rosso rubino, che accendono il plumbeo mondo.
Una volta calate le tenebre ti presenti al cancello della mia mia prigione mentale, vestita di rimorsi e assenza, io che innaffio le mie interiora con assenzio e rum nella speranza che facciano arrugginire la maledetta serratura del maledetto cancello, ma invano, perché la chiave dei ricordi in presenza di sorella Luna è in grado di scardinare qualsiasi marchingegno. Allora è lì che ti accingo a raggiungere le finestre che danno sul mondo, e a versare fuori da queste ultime acqua salata raccolta dal grande lago della disperazione. Solo dopo quel rito allora le persiane si chiudono lentamente, divorando anche l'ultimo spiraglio di lume dalla stanza, provocando sonnolenza anche a te, che fai ritorno silente verso il tuo ergastolo con un ghigno di sfida, di chi sa che tanto ogni prigionia concede un'ora d'aria al giorno, che libera momentaneamente il condannato, ma intrappola per lo stesso lasso di tempo il carceriere, che li rende eternamente vicini, ma invisibili l'una a l'altro
Non conosco nessuna ragazza che mi provoca brividi glaciali anche in pieno agosto, quando la salsedine impregna le nostre vesti, mentre le nostre pelli si strofinano sopra un asciugamano di cotone creando scintille rosso rubino, che accendono il plumbeo mondo.
Una volta calate le tenebre ti presenti al cancello della mia mia prigione mentale, vestita di rimorsi e assenza, io che innaffio le mie interiora con assenzio e rum nella speranza che facciano arrugginire la maledetta serratura del maledetto cancello, ma invano, perché la chiave dei ricordi in presenza di sorella Luna è in grado di scardinare qualsiasi marchingegno. Allora è lì che ti accingo a raggiungere le finestre che danno sul mondo, e a versare fuori da queste ultime acqua salata raccolta dal grande lago della disperazione. Solo dopo quel rito allora le persiane si chiudono lentamente, divorando anche l'ultimo spiraglio di lume dalla stanza, provocando sonnolenza anche a te, che fai ritorno silente verso il tuo ergastolo con un ghigno di sfida, di chi sa che tanto ogni prigionia concede un'ora d'aria al giorno, che libera momentaneamente il condannato, ma intrappola per lo stesso lasso di tempo il carceriere, che li rende eternamente vicini, ma invisibili l'una a l'altro
Commenti