Seguo, co'l dito,
il declinar
dei dolci pendìi;
co'l sole che precipita,
laggiù, oltre i colli.
Percepisco appena, il mare
che mugghiando di tempesta,
rigurgita lento,
l'alta marea d'ottobre.
A manca, l'occhio si perde,
nella campagna
che fino al Delta,
pianeggiando, si stende.
Mentre, impavido,
un Civetta
dalla testa bianca,
maestosamente mi osserva.
Ed io, nel mezzo,
di 'sì tal capolavoro...
piroetto e godo!
Commenti
Bravo!
Un saluto da Ibla.