Affondo passi stanchi, nella sabbia
e penso e leggo...
Figliolo, sono qui, in fronte al mare
e tu, chissà dove sarai!
Solo, vorrei sapere, quali gioie
e quali amori, hai vissuto.
Quanto dolore e quanto odio
hai sopportato e pianto.
Quale altra vita hai condiviso,
consolato e capito.
E se il male ti ha attraversato,
colpito... ma non vinto.
Infine, del mondo, vorrei sapere...
-Ehi pà, che bello il mare, oggi!
Ma, cosa fai?
- No, niente! La stappiamo?
-Che forte! Dai, leggila!
Ti vorrei lasciare, amore e gioia,
per poter ridere.
Vorrei parlarti di dolore e odio,
per saper piangere.
Ti vorrei insegnare a condividere
e consolare, a combattere e perdonare,
a sfuggire il male ma saperlo accettare.
Vorrei un giorno, poter morire,
lasciandoti, un mondo migliore.
-Ma, è una delle tue poesie?
-Sì, diciamo così!
-Forza allora, lanciala!
-Dai, fallo tu!
e penso e leggo...
Figliolo, sono qui, in fronte al mare
e tu, chissà dove sarai!
Solo, vorrei sapere, quali gioie
e quali amori, hai vissuto.
Quanto dolore e quanto odio
hai sopportato e pianto.
Quale altra vita hai condiviso,
consolato e capito.
E se il male ti ha attraversato,
colpito... ma non vinto.
Infine, del mondo, vorrei sapere...
-Ehi pà, che bello il mare, oggi!
Ma, cosa fai?
- No, niente! La stappiamo?
-Che forte! Dai, leggila!
Ti vorrei lasciare, amore e gioia,
per poter ridere.
Vorrei parlarti di dolore e odio,
per saper piangere.
Ti vorrei insegnare a condividere
e consolare, a combattere e perdonare,
a sfuggire il male ma saperlo accettare.
Vorrei un giorno, poter morire,
lasciandoti, un mondo migliore.
-Ma, è una delle tue poesie?
-Sì, diciamo così!
-Forza allora, lanciala!
-Dai, fallo tu!