E mi sorprende la falce della luna

fioca e bassa sopra l’orizzonte

diamante grezzo, linea d’occidente

morente fiato, sommesso bisbiglio

che precede un rauco grido di morte.

A chi è toccato in sorte il filmato

di ciò che procede senza alcun senso

prima di schiantarsi tra il fumo denso

e acre che chiude la gola? Il quadrato

del battito e la radice delle porte

chiuse in faccia, la geometria è un foglio

tra le mani del figlio imprudente

è un calvario salvarlo, ma se c’è un ponte

e se il vento è muto, è larga ogni cruna.



È fredda questa notte senza stelle

le rotte del tempo sono chiuse

a ogni viaggiatore senza scorta

l’aorta cede e le doglie sono dieci

al cubo, il tubo dell’ossigeno

è interrotto da un grumo scuro

di sangue, è stato il turno dei nonni

a scoprire l’orrore del fumo dei forni

e del gas che non si vede dal muro

che ci divide dal reale. Il triangolo è scaleno

e il cortile sghembo, nelle stragi

c’è il senso di ogni vita storta

la speranza è risorta quando le fosse

si sono svuotate e sono riapparse le folle.











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Commenti  

Henry Lee*
+2 # Henry Lee* 03-03-2017 13:34
Mi fermo a dire che è emozionante ciò che hai scritto, perchè le parole le hai prese tutte, edificando una meraviglia in versi. Sei di una bravura impressionante. Grazie di cuore. HL.
Vera Lezzi
+2 # Vera Lezzi 03-03-2017 13:47
TU...non scrivi,incidi! E a fondo vai talmente, da far sentire quasi dolore fisico...
E' perché profondamente preso sei da tutto ciò che sta diventando il mondo...
Io voglio cercare di realizzare almeno un minimo di...OPPOSTO e CONTRARIO...Ma sono convinta che lo fai anche TU, anzi, chissà quanto più di me!
Antonia Vono
+2 # Antonia Vono 03-03-2017 14:25
è larga la cruna e ci si passa attraverso per salvare il salvabile,battendosi anche nel dolore..le stragi sono tutte indistintamente dolorose che sia una fossa amata o comune, le folli si aprono a ventaglio come i pavoni e fermano i grumi sul nascere cosicché non si chiuda nessuna arteria e non sia dolorosa la fine..proteggere chi amiamo a volte è un parto continuo e molto spesso qualcuno di noi non è riuscito nell'intento, come i nonni che hanno visto tutto quel fumo unirsi alla cenere e alle lacrime..e l'orrore non li ha più lasciati..
Non un verso, ma ogni riga contiene parole brucianti,motivi di dolore anche se quella cruna è un lasciapassare..una chiave di soluzione, disciolta nei versi che lascian sperare così come le fosse svuotate e le folle (o follie) ripopolate.
La tua sensibilità espressa in questi versi, riduce ogni commento, lo rende banale.
Bravissimo
Sara Cristofori
+2 # Sara Cristofori 03-03-2017 21:13
un'eccellente composizione, la tragicità incalzante non perde di musicalità...

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