Legami le mani ai polsi
e i legami tuoi nei miei
tagliami il viso con gli occhi
che le parole ormai
non servono più …
non rimane che reinventarsi la vita …
Appendi un muro al chiodo
trova l’angolo dietro la sorpresa
che la vita ha reinventato noi
e le parole non servono
a dare un senso alla realtà …
e rimaniamo con la terra nei piedi
e una stanza nel cielo
perché l’aria, al centro
soffre di vertigine
E l’arte non è che
una fermata prima del capolinea
e l’arte non è che
la montagna di baci
dove hai seppellito il mio passato
e inventato la vita …
Perché prima di te
avevo lo stomaco nelle farfalle
e i fianchi nelle spine

Commenti
ESPLICITO QUANTO STRAORDINARIO DECANTO.
SERENA GIORNATA EMANUELE.
*****
trovare il bandolo della matassa in modo da riviverla seguendo il giusto filo. Versi che arrivano al lettore
trasmettendo tutta l'amarezza descritta. Molto apprezzata. Buona giornata Emanuele, Grace!
Ma come ti vengono certe idee! :) Hai la mia totale invidia (buona!!!) Bravo!