Celeste guardava le stelle.
Lo trovammo
era inverno
per terra sdraiato,
sembrava non respirare.
Mi avvicinai
ma la mano di Marco
mi avvertì
un attimo prima
che il pugno partisse.
Non era cattivo Celeste.
Era solo,
si consolava col vino
e i demoni
nella sua testa
non lo lasciavano stare.
Di quella sera
non mi sopravvive
nessuno.
Celeste
da tempo
ha smesso
di visitare
le case di cura.
Marco,
il mio unico amico,
mi lasciò
qualche anno più tardi,
una mattina di agosto.
Non riuscì
a superare il trapianto
aveva ventisei anni.
Di lui mi è rimasta
una giacca.
E' nel mio guardaroba,
qualche volta
ancora la indosso.
Lo trovammo
era inverno
per terra sdraiato,
sembrava non respirare.
Mi avvicinai
ma la mano di Marco
mi avvertì
un attimo prima
che il pugno partisse.
Non era cattivo Celeste.
Era solo,
si consolava col vino
e i demoni
nella sua testa
non lo lasciavano stare.
Di quella sera
non mi sopravvive
nessuno.
Celeste
da tempo
ha smesso
di visitare
le case di cura.
Marco,
il mio unico amico,
mi lasciò
qualche anno più tardi,
una mattina di agosto.
Non riuscì
a superare il trapianto
aveva ventisei anni.
Di lui mi è rimasta
una giacca.
E' nel mio guardaroba,
qualche volta
ancora la indosso.

Commenti
e per chi, non avendo nessuno, è dedito ai vizi più brutti.
Un animo molto profondo e sensibile, il tuo.
Bravo Carlo! Ciao...