È nel sé della scrittura
tracciare figure e cogliere istanti.
Ma, come nella trama di una fotografia
sono gli occhi ad astrarre quel sintomo
che è il corpo,
io lascio le forme
e mi rivolgo agli spazi.

La scaglia colta,
nell’euforia di questo percorso,
è un intimo varco di vita,
ed io la stringo tra queste dita
sulle quali scivola
l’ancorato velo.
E qui si ferma
Quel dolce e frammentato
sfaldarsi
del Mio suolo.
Forse è un deplorare il banale,
implorando il velo.
Un non fermarsi alle soglie
ma ricercare il rimando
che dà vita all’uomo
e al mondo.

E, infatti, cos’è il detto
fuorché luce che non svela
ma cela,
se non traccia
che nasconde,
se non voce
che ottunde?
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Giorgio Garzaniti  

Questo autore ha pubblicato 7 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

nabrunindu
# nabrunindu 17-08-2015 01:24
bella!

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.