Mentre il blu del cielo si tinge di nero,
come gatto sulla poltrona di vimini
frappongo le dita fra me e la luna;
quel pallido volto nascondo e
quel pallido volto nascondo e
intorno è ancora più buio.
Nella notte che incombe
ormai priva di colore
abbraccio solitudine in questo giardino.
Piano,
ondeggio ora la mano
ondeggio ora la mano
che tra le molle fessure mostra
lievi riflessi d’argento
come onde marine in movimento.
Ma immobile e lontana rimane
la sfera di cristallo, che a tratti,
sembra sorridermi.
Una nube leggera la sfiora piano,
accarezzandola, la ricopre di veli.
Distratta,
l’occhio rivolgo
l’occhio rivolgo
a una lucciola che m’osserva
poi torno su’a guardare.
Dell’effimera luna solo il ricordo;
in quelle nubi è sparita,
m’ha lasciata sola
m’ha lasciata sola
ad aspettare il dolce sonno.

Commenti
Versi stupendi di una canzone napoletana, segno che la luna è, e sarà sempre, messaggera d'amore e nostalgia...
Brava Ely, un bacio...
Ciao Elisa