“L'uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione sine qua non di piccole e intermittenti felicità.”
Amore mio
puoi dormire tranquilla tu,
che persino in questo sogno strano,
a 1642 metri sotto il livello del lago,
nella cripta depressa del Bajkal,
ho veduto dischiudersi
un piccolo fiore.
Giallo-rosa,
mi ha parlato
con le tinte sbiadite
del “ti ricordo sempre”,
per restituire ai poveri sensi
gli innumerevoli propositi andati;
che erano effluvi d’infanzia, prima,
ma che da tempo si sono diluiti
con l’acqua sporca
di superficie.
Non si capiva
se quel fiore eri tu,
se quella terra dormiente
sorvegliata dal vento di sarma
mi avrebbe mai destato dal sogno.
Un pensiero soltanto volteggiava
in quel fluido cupo e immobile
che per il fiore (forse)
è ghiaccio sciolto,
mentre per me
è inchiostro
blu.

Commenti
Bella .