Come la iena, che dell'egro leone
fiuta la morte essere imminente
e le sue costole, famelica, corteggia
senza lasciarlo più, finchè non muore,
mentre il leone, che di ciò s'accorge
e già sa dove avverrà la sepoltura,
è sempre furibondo con la iena;
così mi sento, allorchè io vacillo
vicino a chi sghignazza sul mio affanno
e soffre tanto, se poi l'affanno cessa.
L'animale uccide sol per fame
e la natura vive il suo equilibrio,
mentre l'uomo agisce da infame,
arrecando danno e poi squilibrio.

Commenti
Grazie per questo tuo testo , che risulta scorrevole e ben congegnato , attento e ben stilato e in cui l'argomento trattato , descrive un argomento che infine tocca tutti gli uomini, volenti o nolenti .
sempre bravo