In ginocchio sulla terra
radice divento,
s'insinuano nel ventre per essere seme,
i miei arti, rami protesi,
chiamano la pioggia,
e scorre la linfa, sangue verde.
Madre degli alberi,
t'innalzi al cielo e aspetti il vento
che porta all'anima mormorii e promesse.
Sorriso caldo del sole
fa nascere il tuo abito di foglie nuove.
Ora occhi più non vedono dentro al cuore
radice divento,
s'insinuano nel ventre per essere seme,
i miei arti, rami protesi,
chiamano la pioggia,
e scorre la linfa, sangue verde.
Madre degli alberi,
t'innalzi al cielo e aspetti il vento
che porta all'anima mormorii e promesse.
Sorriso caldo del sole
fa nascere il tuo abito di foglie nuove.
Ora occhi più non vedono dentro al cuore
quel che è rimasto di un antico dolore,
s'ode un canto in lontananza,
frullo d'ali, ora diventi rifugio.
s'ode un canto in lontananza,
frullo d'ali, ora diventi rifugio.

Commenti
Evocativa, un canto alla natura.
Però, non so perché ma vi ho letto una sorta di Requiem... Ma forse sbaglio.
Comunque bellissima!
Un saluto
che ti riporto:
Sono verticale
Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con la radice nel suolo
che succhia minerali e amore materno
per poter brillare di foglie ogni marzo...
(Sono verticale, S. Plath, trad. Anna Ravano)
ciao