quella sera d’agosto
Eppure la strada era segnata
dall’orizzonte di cartelli
che facevano da linea ai ferri
roventi
di un’estate nel dove
Non posso guardarmi alle spalle
il veloce scorrere in fronde
ma la vista mia
sazia l’ego
di quell’agitarmi la mano
Nell’oasi
mi rimbalza un respiro
si va in discoteca.
Capelli ,trucco,
come Madonna.
Parte la musica,
adoro ballare.
La pista,le luci.
I Queen,Another One notes bites the dust.
Si avvicina un ragazzo,
piu'grande di me.
Balla davanti a me,
fa un cenno.
Mi vuole parlare,
andiamo al bar.
Hai un viso interessante,
vorresti fare cinema?
Mi dà un pezzo di carta,
C'e' numero di telefono.
Lo prendo,
torno a ballare.
Non ci penso piu'.
Giorni dopo,
telefono,
mi da appuntamento.
Non vado.
Anni dopo,
ritrovo il biglietto.
Chissà!
se ho perso un occasione.
<<Non sono andata via, è solo che un pò ho vergogna.
Non ricordo tutto il dopo. Ci fu un gran boato!
io fuggì,. Altro non so dire, che non seppi più vedere.
Dove andai? Rimasi qui, sopra i cieli di Bologna>>.

e lo colsi soltanto per un’ora.
L’amore lo nascosi nei meandri
d’un egoismo che facile mi vinse.
Ed anche quel sorriso spalancato
lo vidi solo come correità.
silenzioso e ostile
sfiorare i binari
come una farfalla sul mare
d'aprile.
E con occhi di seta
guardavo la scia
e il mio destino svanire.
La farfalla era bianca
libera
o forse pazza
ma ricordo bene che aveva
un puntino rosso corallo
sull'ala.
E da lontano
avvistai la tempesta
mentre il mare cambiava colore
sotto un cielo di cartapesta.
Altri treni e altre farfalle
ho visto di notte passare
ma quasi tutti son morti
o svaniti
alle prime luci dell'alba
lontano da quel dolce ondeggiare.
Lenti i treni passano
sbuffando sulla vita
ti arrivano quasi senza preavviso
con il loro incedere lento
carica di future sorprese.
Corri per salire,
ma è difficile farlo al volo
e cosi il più delle volte
inciampi, cadi e tra le mani
sbucciate dai sassi
restano solo i segni.
Ma caparbia ci riprovi,
ogni volta tenti il salto
prima o poi riuscirai.
Ed allora sarà limpida gloria
sarà futuro e piccola gioia
sarà costrutto r anticipo d'amore.
Ma intanto il tempo scorre
scorre con poche sorprese
e vane speranze.
La corsa e' sempre più dura
invecchiata dai tuoi passi
e dal tempo incalzante
portando desolata solitudine
e vuota la stazione.
Eccolo...arriva...
e' qui...vai su'
salta un poco di piu.
Il fischio non segna la fine
m'addentrai nel mio andare
per questo mondo che non conobbi mai
fu amore, mi disse, lei
fu paura pensai
niente mutò
ed io sempre alla stazione a contare i treni
che andavano verso il nord
sognavo
Poi pioggia dopo pioggia
m'arretrai in me stesso
con la valigia in mano
salutai questa gente mia
ma non presi il treno
ebbi paura di andare
e di tornare.
Oggi sono me stesso
non ho mai dormito nel vagone letto
ne la hostess m'ha svegliato
porgendomi il caffè
mi ripeto che voglio andare
ma non parto mai...
intato quel treno passa ancora...
ma non salgo mai






