Immagini perturbanti invadono
i miei spazi di addormentamento.
Figure femminili, acide, si aprono e si richiudono
ruotando su se stesse.
Imprevedibili.
Macchie scure come inchiostro
in una soluzione fluida.
Cerco di fissarle ma la mia attenzione è catturata
da bocche assassine che mi chiamano
e da occhi che ridisegnano ogni volta
forme distorte e terrificanti di volti,
per poi stracciarsi.
Nel buio più nero c'è sempre una creatura tentacolare
che dal suo fondo mi risucchia.
Quindi, chiedo, è così che andrà?
Mi anestetizzeranno, mi apriranno il torace
e collegheranno la circolazione sanguigna
ad una macchina.
Poi fermeranno il mio cuore
per sostituire le valvole che mi hanno accompagnato
in tutti questi anni.
Vedi come potrebbe essere facile,
a quel punto, lasciare questa vita zoppa(?)
perché, quando mi rianimeranno,
chi vi garantisce che io voglia tornare?
La prima volta ha prevalso l'istinto,
una sorta di azzardo,
ma questa volta c'è una consapevolezza diversa, piena,
di sapere la vita,
questa meravigliosa vita che vi conduce alla metafora del viaggio,
a sensi senza senso, ad un continuo eccetera eccetera,
lasciando conti in sospeso, passi stentati,
bianche puledre sciolte e letti chiavati.
E c'ho lavorato tanto su questa cosa della scrittura,
convinta che la poesia potrebbe essere l'unico motivo che valga la pena,
per non lasciare che tutto resti nel segreto
delle mie stanze.
Per correre ancora, non più col cuore in gola.
Se non avrete più notizie di me...
sappiate che vi ho amato senza pietà.

Commenti
Piaciuta molto!
...dove una nuvola scivola, dall’altra parte ascolta il rumore che ha la vita.
Non aspetta, ma si mostra a tutti.
Ha il suono bianco che fa l’acqua tra le dita.
Già sento la mancanza di voci affini e quando le riconoscono ne sento
l' importanza e forse un certo modo di appartenere e sentire .
Ciao Lilith a presto spero .
Ma in realtà anche la paura per un cuore malato pare svanire nella consapevolezza dell' essere oltre la materia.
Non sembra esserci nulla che ti possa trattenere, tranne il raccontare il tuo sentire, la tua poesia. Che tutto possa rimanere come orma indelebile per chi legge e chi leggerà in futuro. Una voglia di non essere passata invano.
Io questo te lo auguro, ma magari fra 50 anni.
Un testo intenso, vero, coraggioso.
Grazie per averlo condiviso
Qualsiasi cosa sono già quassù ma se non fosse l'ora,,, un bel calcio nel sedere nn te lo toglierebbe Nessuno :)
A me piace il terzultimo periodo; mi rispecchia tanto... e per me scrivere è stato ed è, anche, ciò che esprimi!
Mi sono spaventata, sono tornata indietro e ho aperto gli occhi. Alla donna che mi controllava i parametri ho detto con un fil di voce: "Non mi vogliono", lei mi ha risposto: "Menomale!".
Ok, confesso, l'ho scritto apposta per farti rientrare.