Eric sapeva.
Sapeva delle scadenze ma nulla fece per evitare il tracollo.
Aveva deciso d'andare via da quel modo d'essere che non era più il suo.
Trovò poche difficoltà a lasciare le sue poesie, un cielo è azzurro solo perché riflette luce,
un mare ha il colore del cielo perché è solo riflesso.
Eric riflesse e decise così. Il treno lo attendeva con il motore acceso e la stazione era quella d'arrivo. Non avrebbe portato nulla con sé solo un paio d'occhiali rotti e un block notes rosso. La vita come fotografia, ecco quello che avrebbe cercato per il suo mondo. Senza distinzione di modi d'essere o artefatti archetipi di qualsivoglia origine il suo mondo sarebbe stato tutto in un taccuino di viaggio il suo viaggio in un treno. E quanto avrebbe visto, conosciuto osservando il tempo scorrere da dietro un finestrino. Eric era contento della vita che avrebbe assaporato, era contento d'avere il sentore d'assaporare.
Chiuse il gas del suo piccolo appartamento, infilò il taccuino in tasca e chiuse la porta.
Tutto alle spalle e nulla davanti, sì, fogli bianchi tutti da scrivere, da imbrattare con colori nuovi, pastrocchi melmosi d'idee tenuti insieme da sogni inespressi, a volte anche un sogno può lasciarti a metà, sul più bello o sul più brutto. Ma questo a Eric non importava voleva nuovi orizzonti e quella sera li avrebbe avuti. Spense la luce della camera da letto chiuse gli occhi si accomodò sul sedile e attese che il suo treno partisse.
"Biglietti signori..."
"Sono abbonato"
"Mi scusi, faccia buon viaggio"
"Grazie"
"Attenzione, allontanarsi dalla linea gialla, treno in partenza"
Sapeva delle scadenze ma nulla fece per evitare il tracollo.
Aveva deciso d'andare via da quel modo d'essere che non era più il suo.
Trovò poche difficoltà a lasciare le sue poesie, un cielo è azzurro solo perché riflette luce,
un mare ha il colore del cielo perché è solo riflesso.
Eric riflesse e decise così. Il treno lo attendeva con il motore acceso e la stazione era quella d'arrivo. Non avrebbe portato nulla con sé solo un paio d'occhiali rotti e un block notes rosso. La vita come fotografia, ecco quello che avrebbe cercato per il suo mondo. Senza distinzione di modi d'essere o artefatti archetipi di qualsivoglia origine il suo mondo sarebbe stato tutto in un taccuino di viaggio il suo viaggio in un treno. E quanto avrebbe visto, conosciuto osservando il tempo scorrere da dietro un finestrino. Eric era contento della vita che avrebbe assaporato, era contento d'avere il sentore d'assaporare.
Chiuse il gas del suo piccolo appartamento, infilò il taccuino in tasca e chiuse la porta.
Tutto alle spalle e nulla davanti, sì, fogli bianchi tutti da scrivere, da imbrattare con colori nuovi, pastrocchi melmosi d'idee tenuti insieme da sogni inespressi, a volte anche un sogno può lasciarti a metà, sul più bello o sul più brutto. Ma questo a Eric non importava voleva nuovi orizzonti e quella sera li avrebbe avuti. Spense la luce della camera da letto chiuse gli occhi si accomodò sul sedile e attese che il suo treno partisse.
"Biglietti signori..."
"Sono abbonato"
"Mi scusi, faccia buon viaggio"
"Grazie"
"Attenzione, allontanarsi dalla linea gialla, treno in partenza"

Commenti
Rinnovo dunque l'apprezzamento.
Un saluto