Sono seduta in questo maledetto ristorante, in un bellissimo quartiere parigino,mentre sorseggio del buon vino bianco.
Scrivo, mentre vago con gli occhi fuori dalla grande vetrata, sperando di incrociare i suoi.
Dalla vetrata si vede benissimo la Torre Eiffel, e mi vengono in mente vecchi ricordi; il nostro primo bacio, il giorno in cui gli dissi che aspettavamo un bambino e il giorno in cui gli dissi per la prima volta che lo amavo.
L'ho invitato a cena questa sera, sperando che lui perdoni il mio grande sbaglio.
Gli occhi scrutano tutti, ma i suoi non ci sono. Sono occhi bellissimi, ancora riesco a vedere nella mia testa ogni sua venatura marrone. Ma non è un semplice marrone, è un marrone diverso, speciale. Erano due pianeti e ogni volta che li guardavo viaggiavo.
Dei suoi occhi ancora nessuna traccia, vedo solo qualche luce natalizia qua e la. Fra poco sarà natale, e devo cominciare a fare una lista di regali per tutte le persone che mi sono care.
Proprio in fondo a questa strada c'è un negozio dove vendono cose molto carine, forse dovrei farci un salto.
Sono già passate due ore dall'appuntamento, e probabilmente ne passerò altrettante ad aspettarlo, ma di lui nessuna traccia.
Di colpo uno sparo, poi un altro. Da dove provengono? Sembrano così lontani eppure sono così vicini. Un uomo vestito di nero si è alzato e ha sparato un colpo in testa ad un signore proprio di fianco a me. Il corpo caduto a terra ha fatto un grosso tonfo, mentre i suoi occhi azzurri guardavano il soffitto. La donna di fronte a lui è paralizzata. E' la realtà o è solo frutto della mia immaginazione? Sento delle urla, ma nessuno è in piedi. Nessuno vuole essere la sua prossima vittima. Forse stando seduti e facendo i bravi lui ci risparmierà tutti.
Un altro colpo echeggia nella sala, poi un altro e un altro ancora.
Sul pavimento del ristorante ci sono una distesa di corpi esanimi. Tutti i loro occhi puntano al soffitto, come a chiedere perdono ai piedi dei loro assassini.
Ma dov'è lui? Devo dirgli tante cose. Devo dirgli che mi dispiace, che avrei fatto di tutto per riaverlo. Che tradirlo è stato uno sbaglio, che mi sento in colpa ma che ho capito di amarlo davvero. Devo dirgli tutte queste cose, ma ho paura. Ho paura di non poter vedere più i suoi occhi marroni, ho paura che non mi perdoni. Ho paura che sia troppo tardi.
Un altro colpo.
Scrivo, mentre vago con gli occhi fuori dalla grande vetrata, sperando di incrociare i suoi.
Dalla vetrata si vede benissimo la Torre Eiffel, e mi vengono in mente vecchi ricordi; il nostro primo bacio, il giorno in cui gli dissi che aspettavamo un bambino e il giorno in cui gli dissi per la prima volta che lo amavo.
L'ho invitato a cena questa sera, sperando che lui perdoni il mio grande sbaglio.
Gli occhi scrutano tutti, ma i suoi non ci sono. Sono occhi bellissimi, ancora riesco a vedere nella mia testa ogni sua venatura marrone. Ma non è un semplice marrone, è un marrone diverso, speciale. Erano due pianeti e ogni volta che li guardavo viaggiavo.
Dei suoi occhi ancora nessuna traccia, vedo solo qualche luce natalizia qua e la. Fra poco sarà natale, e devo cominciare a fare una lista di regali per tutte le persone che mi sono care.
Proprio in fondo a questa strada c'è un negozio dove vendono cose molto carine, forse dovrei farci un salto.
Sono già passate due ore dall'appuntamento, e probabilmente ne passerò altrettante ad aspettarlo, ma di lui nessuna traccia.
Di colpo uno sparo, poi un altro. Da dove provengono? Sembrano così lontani eppure sono così vicini. Un uomo vestito di nero si è alzato e ha sparato un colpo in testa ad un signore proprio di fianco a me. Il corpo caduto a terra ha fatto un grosso tonfo, mentre i suoi occhi azzurri guardavano il soffitto. La donna di fronte a lui è paralizzata. E' la realtà o è solo frutto della mia immaginazione? Sento delle urla, ma nessuno è in piedi. Nessuno vuole essere la sua prossima vittima. Forse stando seduti e facendo i bravi lui ci risparmierà tutti.
Un altro colpo echeggia nella sala, poi un altro e un altro ancora.
Sul pavimento del ristorante ci sono una distesa di corpi esanimi. Tutti i loro occhi puntano al soffitto, come a chiedere perdono ai piedi dei loro assassini.
Ma dov'è lui? Devo dirgli tante cose. Devo dirgli che mi dispiace, che avrei fatto di tutto per riaverlo. Che tradirlo è stato uno sbaglio, che mi sento in colpa ma che ho capito di amarlo davvero. Devo dirgli tutte queste cose, ma ho paura. Ho paura di non poter vedere più i suoi occhi marroni, ho paura che non mi perdoni. Ho paura che sia troppo tardi.
Un altro colpo.
Commenti
Una storia che lascia spazio per pensare ed avere... paura.
Piaciuta. Ciao...