Al ritorno il solo
nello spazio sguazza
il gattino di pelusche
lo attende
interlocutori
del telecomando
lo angosciano
in programmi affollati
la tavola è annoiata
il vaso con fiori di plastica
è muto
il tappetino del bagno
ha impresso solo sue impronte
la tavoletta sempre alzata
ormai appiccicata alle piastrelle
lo specchio con schizzi nuovi
copre i vecchi
il riflesso è opaco
la finestra chiusa al sole
e tende che bramano luce
il frigo ha dimenticato il suo scopo
non raffredda
ma conta le muffe
il piatto è figlio unico
le posate socializzano
il bicchiere della nutella
ha pinguini briachi
la libreria con undici libri
cerca aria in polvere ignorante
il culmine del solo
è la notte
troppo lunga
in letto troppo grande
la mappatura del soffitto
è scrupolosa
ogni dettaglio la mente
custodisce
la variazione del ragno
da nuovi orizzonti
crea fantasie
la sveglia ricorda al solo
il tempo
che lo separa
dalla sua solitudine
lui nello spazio
non ha contatti
ma li evita
da solo.
nello spazio sguazza
il gattino di pelusche
lo attende
interlocutori
del telecomando
lo angosciano
in programmi affollati
la tavola è annoiata
il vaso con fiori di plastica
è muto
il tappetino del bagno
ha impresso solo sue impronte
la tavoletta sempre alzata
ormai appiccicata alle piastrelle
lo specchio con schizzi nuovi
copre i vecchi
il riflesso è opaco
la finestra chiusa al sole
e tende che bramano luce
il frigo ha dimenticato il suo scopo
non raffredda
ma conta le muffe
il piatto è figlio unico
le posate socializzano
il bicchiere della nutella
ha pinguini briachi
la libreria con undici libri
cerca aria in polvere ignorante
il culmine del solo
è la notte
troppo lunga
in letto troppo grande
la mappatura del soffitto
è scrupolosa
ogni dettaglio la mente
custodisce
la variazione del ragno
da nuovi orizzonti
crea fantasie
la sveglia ricorda al solo
il tempo
che lo separa
dalla sua solitudine
lui nello spazio
non ha contatti
ma li evita
da solo.
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