Sotto la grande pianta
ti portavo ogni giorno,
tra i raggi che filtravano
come carezze sul tuo volto stanco.
Non eri più solo un impegno,
eri luce che resisteva al tramonto,
una dolce signora
che mi insegnava il tempo dell’amore lento.
Il vento parlava per noi,
e tu, con quel sorriso quieto,
mi donavi pace
senza dire una parola.
Oggi ho vinto un uovo,
ma il premio vero resta
quel “grazie” non detto
che ancora mi accompagna
da quel 7 d’aprile
in cui il cielo ti ha presa tra le sue braccia.
Mi chiamavi "angelo",
ma eri tu a custodire il mio cuore.
Ora lo so: le ali erano le tue,
e ancora oggi, in silenzio,
mi proteggi da lassù.
E io non smetterò di scrivere 
Perché le mie parole
portano il tuo nome .
Buona Pasqua 
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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