Nel giardino variopinto
fonemi sempre bizzarri
rapiscon l’ingegno
Frivoli colori volteggiano nel vento
lo sguardo si perde seguendoli
lievità della mente
Pacatamente percorre
quel sentiero desueto
creazioni schizzano
come spruzzi d’inchiostro
che dire amar è poco
Solletico alle dita
frugar nelle tasche
in cerca di carta e inchiostro
oh che stupida dimenticanza
smemorar così il nodo al fazzoletto
Richiamo di vita
un tronco s’inchina rumoreggiando
è come un richiamo
“son qui, usami…son la tua carta”
Genio d’un albero
rapir la mia idea, l’abbraccio
Scrollar la fronda il ricambio
“bello che sei amico prezioso”
Raccolgo i tuoi scarti
incidendoli serratamente
vibrante vita da stendere
Sorrido, sorridi
e c’amammo così per l’eternità.





 
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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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