Fuggiamo,impazziamo
verso consce uscite mai trovate,
son opache perle nere
che cadon impetuose
come amara pioggia malconcia.
Lei,frusta incessante
tenere lacrime infinite
su sporchi labirinti nascosti
da maliziosi percorsi abbattuti.
Perchè bastardi martelliamo
in questo solitario
invano gioco amniotico,
banchettando con effimeri fantasmi,
e agrappandoci poi...
a viscidi ponti in rovina
sui nostri profondi abissi esistenziali.
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