Si apriva un libro con pagine all’ indietro
e fumo denso disegnava grottesche parole
poi scese l’orizzonte tagliando come un vetro
l’immagine scomposta di uno storpio sole.
Sadico vento posava le fauci sulle colline
guardando ciò che ancora pulsava a stento
mentre il mare vendicativo beveva le vigne
del destino umano sulla croce del tempo.
Sentii il rauco vagito della luce rovesciata
in uno squarcio che prolifica polvere nera
un cosmo all’arrivo dell’ultima fermata
che annullava il creato così come era.

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