Ti affido trepidante

i miei sogni di Icaro stanco,

stupenda viaggiatrice che turbi

galattiche immaginazioni;

va’, tu che puoi e che torni,

cercami Dio nei silenzi cosmici

e, come cometa, narragli di noi

soprannominati uomini,

sempre più ricchi di angoscia

e sempre più soli

ad ogni tuo giro di boa.

Ecco, tu passi

a ricordare

che non dovrà svanire,

come scia impalpabile,

la nostra vita.


 

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Profilo Autore: GIORDANO BORELLI  

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