Il mare che ruggisce,
onda bianca e spumosa
che, violenta, aggredisce
costa a picco brumosa!
L'energia che sviluppa
tutta in me si rapprende:
il mio corpo avviluppa,
la mia anima prende.
Liberato ho il mio grido
su nell'aria gioiosa
al mio cielo l'affido,
rende vita briosa!
onda bianca e spumosa
che, violenta, aggredisce
costa a picco brumosa!
L'energia che sviluppa
tutta in me si rapprende:
il mio corpo avviluppa,
la mia anima prende.
Liberato ho il mio grido
su nell'aria gioiosa
al mio cielo l'affido,
rende vita briosa!

Commenti
se mi metto ad urlare
chissà in che buio anfratto
mi fan ricoverare,
questo soltanto il fatto
per cui davanti al mare
resto fermo in silenzio
mentre al vento presenzio.
Eleganti quartine
di settenari versi
sono proprio carine
nel descriver diversi
scogli di non vicine
coste su cui sedersi,
complimenti rifilo
per il testo a Catilo¹!
¹: Catìlo, immagino nome piano, se così non fosse, l'ultimo verso andrà rigenerato :/
Col caffé del mattino
m'hai "servito" un sorriso
messo sopra un piattino,
così, senza preavviso!
Questi ludici versi
prontamente ti stilo:
oramai siamo persi...
puoi chiamarmi catìlo!
Grazie per il commento.
A quanto pare m'hai infettato col virus della rima!