Ciao,
non so se leggerai mai queste parole.
Forse no ma io le scrivo lo stesso, perché il dolore ha bisogno di uscire, anche quando resta inascoltato.
Forse no ma io le scrivo lo stesso, perché il dolore ha bisogno di uscire, anche quando resta inascoltato.
Hai scelto un bar,
quel posto pieno di rumore e di vuoti,
mentre io ero lì, con la mia attenzione,
con tutto il bene che avevo da darti.
Io c’ero.
Con una rosa rossa appassita sul tavolo,
quella che speravo avresti notato.
Con il tuo bracciale ancora tra le mie mani,
un filo sottile che ora sembra spezzato.
Hai preferito il rumore
al suono della mia voce.
Hai scelto la distanza
alla cura che avevo per te.
E il mio cuore lo sapeva.
Sapeva che avrebbe sofferto.
Ma ha sperato lo stesso.
Perché ti voleva, anche sapendo
che non sarebbe bastato.
Oggi stringo quel bracciale come si stringe un ricordo.
Freddo. Immobile.
Come te, quando ti chiudevi a me.
Eppure,
nonostante tutto,
ti voglio ancora bene.
Anche se hai scelto il bar,
anche se non ti accorgi
di quanto faceva bene la mia presenza.
E di quanto adesso fa male la tua assenza.

Commenti
Buona serata, Eleonora.