Torno spesso in quella corte d’estate
tra parole di contadini e calici d’orgoglio
per un annata memorabile.
Ritorno tra quei sorrisi anziani
di leggende alitate a sfumare lo stupore
dei miei occhi ancora graziati dall’alibi
dell’innocenza.
E rivedo la magia delle lanterne,
e risento il profumo d’incenso,
e mi abbaglio di lucciole nei campi di grano.
Ero piccolo si,
ma l’immenso era tutto attorno a me
ascoltando il saggio predire pioggia
per il giorno che sarà.

Commenti
Mi sono riletta tutte le poesie che hai postato e le ho trovate davvero belle. Mancano a tutte i miei commenti, purtroppo non sono sempre attiva, passo lunghi periodi assolutamente apatici, però ci tengo a farti sapere che ti apprezzo moltissimo. Un saluto da Ibla.