Mi attende un viaggio,
di cui non serberò nulla
non la mano di mio figlio
i passi senza paura di mia madre
né fame, sete, o altro.
Nel tempo senza fine,
sarò solo respiro, musica innocente
forse suonerò l’arpa eolica
o sarò una oscura nube in movimento
nel Tuo universo infinito.
E Tu, mi accoglierai alla fine
di questo sentiero indecifrabile
che non so dove conduce?
La mia sostanza di radice
polverizzata nel tuo ciclo
si riunirà mai al mio spirito
o viaggerò per sempre al buio?
Porterò con me i miei segreti
l’ ombra oggi ricamata di pace
o verrò trasformata
in una scintilla ardente
per lunghissimo tempo?
Chissà se diverrà mia, la tua volontà
quando la mia pelle si sfalderà
sotto le pungenti dita della morte.
E solo allora, quando sarò
quantica melodia
amore immortale, io oserò
dirti il mio dubbio infinito.
Forse in quel momento mi dirai
se riuscirai un giorno a riunirti
a ricongiungerti in una sola volontà
senza sentirti solo
senza la nostalgia di noi umani
infelici e inquieti. Perché solo Tu
ci hai voluto così, smemorati e feroci
distruttori e creatori, infidi e buoni.
Noi che siamo la Tua immagine
noi povero specchio imperfetto…
2/9/2020

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