Dove lo sguardo permette di scrutare

in lontananza

verso oriente

le candide cime di un  monte incantato

esso con la sua imponenza

riempie i miei occhi d’aria e speranza.

Verso occidente

immerse d’azzurro

m’avvolgono in un piacevole vortice

d’amore, gioia e piacevole malinconia

sia in quiete che in tempesta

di giorno e di notte.

Queste due forze

sembrano a volte

voler disegnare il gioco della vita

poiché esse stesse sono vita e fonte di respiro.

Io che vivo nella loro culla

che mi nutro di quel respiro

che godo dell’energia delle onde

di cosa mi lamento?

Coloro che non possono nutrirsi di quell’energia

che conoscono soltanto il respiro del nulla

che nome hanno?

Loro

sono gli uomini senza neve né mare.

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Profilo Autore: Fabio Piana  

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