Dove lo sguardo permette di scrutare
in lontananza
là
verso oriente
le candide cime di un monte incantato
esso con la sua imponenza
riempie i miei occhi d’aria e speranza.
Verso occidente
immerse d’azzurro
m’avvolgono in un piacevole vortice
d’amore, gioia e piacevole malinconia
sia in quiete che in tempesta
di giorno e di notte.
Queste due forze
sembrano a volte
voler disegnare il gioco della vita
poiché esse stesse sono vita e fonte di respiro.
Io che vivo nella loro culla
che mi nutro di quel respiro
che godo dell’energia delle onde
di cosa mi lamento?
Coloro che non possono nutrirsi di quell’energia
che conoscono soltanto il respiro del nulla
che nome hanno?
Loro
sono gli uomini senza neve né mare.