Mi allontano
da scarichi neri
saturi di putridità unguenti.
Cammino
sorretto dal vento
fiancheggio il mare.
Tra fili spinati e percorsi impervi
raggiungo le cime più alte
di monti di verità.
Mi fermo
riprendo il contatto con il primordiale
sono circondato da spettacoli colorati di sole.
Ho tratteggiato i sentieri del niente. Sono immobile.
mi avvolgono le braccia dell’antica madre
rimango qua
a farmi cullare.