Nella retina il bruciore
di un precipizio liquido,
la mia terra sott'acqua.
Dal cielo gerarchie di pioggia
rantolano dentro zolle gonfie
e scalze.
Sequenze di tuono
e spighe invecchiate
sembrano in guerra
ad altra nazione di mare.
Come odora di disperazione
il fango che spia nocche e lacrime
di paesi rimasti senza forma
e colore.
Mi sforzo a divorare in memoria
l'ordine affettuoso di perfette pianure,
il pudore di betulle e pascoli felici.
Qualcuno in un girotondo
di sordi detriti e pallidi vigneti
riassume l'inferno sotto i piedi.
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