In questa stanza numero tre
col pavimento a scacchi,
disteso sul letto semisveglio,
guardo quel famoso dipinto con orgoglio.
Lascio defluire i sentimenti,
guardo i suoi movimenti lenti
e spero che presto ci sia un gran bagliore
in quel bunker che un giorno era un cuore;
immagino un posto in questo mondo
dov'è ancora possibile
guardarsi in modo profondo,
interagire con amore
e non in modo iracondo.
Dunque,
mi chiedo se è forse questo il modo giusto,
se c'è o non c'è alcun senso in ciò che penso
o alcun Dio in quel che sento;
quel desiderio di avere sempre più controllo
che ci sottopone ad un destino in pieno crollo,
che stravolge la fiducia
e sotterra l'anima che brucia.
Fa male quella sensazione deprimente
quando mi accorgo
che qualcosa di incoerente
raggiunge i vertici della mia mente.
Da dove nasce questo strano dolore?
Da cosa si traveste questo falso folklore?
Vorrei capire insomma cosa diavolo è l'amore!?
