Dolce rugiada, nel riflesso arguto
di un caldo, disperato desiderio.
Bruciano le mie ossa, vedi?
Al tocco raggiante della tua pelle.
Piedi caldi, che sfiorano il sesso,
scivolando lenti, senza chiedere permesso,
fin dove l’anima trova l’amplesso...
E carezze col respiro sospeso,
tra le tue gambe, aperte e invitanti.
Ti prego, fammi andare avanti.
Fino a perdere il conto del tempo,
mentre il tavolo nasconde il segreto.
Sotto la stoffa, il brivido è intenso:
ogni tuo sfioramento è un decreto.
Spingi la punta, con precisione,
un gioco di seta che preme e tormenta,
mentre negli occhi mantieni il controllo
e la mia mente si fa più violenta.
Trattengo il respiro, le dita contratte,
vittima dolce di questo tuo impero;
tu sorridi, guardando il bicchiere,
dominatrice di ogni pensiero.
Un ultimo attrito, più lento e profondo,
un brivido caldo che spezza il costretto:
mi lasci venire nell'ombra, stremato,
lasciando sul fondo il tuo marchio perfetto.
