Seduta sui miei righi

ancora te ne stai.

Come le scarpe,

cucite da abili calzolai,

del prof di greco

a tutt’oggi mi calzeresti

comodamente.

Insieme ai tuoi occhi celesti

in punta di pennello

partisti lasciandomi come

un vuoto, quel vuoto che

Van Gogh ha nel cognome.

Come un aedo giunto alla

sua ultima festa

rimasi dietro il banco

con calata la testa.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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