La via è sempre piena
Di rose e di spine
E la mia mano immersa
Nella nera china
Mi porta a domande, che l'ansia
Non fa che replicare
E triplicare.
Risposte ironiche su morti tragiche si trovano
Vicino al cadavere senza ossa ne lingua.
Lo scalfire del metronomo
Su questa melodia stridula
Non fa che gravare sul debole violino,
Il feroce sax
Parla e urla ai ragni e
Alle loro ragnatele
Il flauto, con disapprovazione,
Guarda le azalee
Che vacillano e
Si mordono le labbra
Il contrabbasso piange,
Vorrebbe solo schiodarsi dai riflettori
E dalla sua bassa visuale
Ma sa che non potrà,
Fin quando
Tutti gli strumenti
Non invocheranno a gran voce
Un unico suono perenne,
Sino ad invocare la realtà,
Che secondo la tastiera,
Non esiste
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Profilo Autore: radice_morale  

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Commenti  

Grace D
# Grace D 26-06-2017 17:42
Potrebbe anche esistere un unico suono, non dico perenne, ma alcune volte sarebbe armonia
ed allevierebbe tanti dolori e tanti affanni alla gente, non pensi? Una bella riflessione. Un saluto!

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