I-nconsciamente io
L-ascio sprofondare
N-el cuore, me stessa
O-bbligandomi al
S silenzio rumoroso come
T-umulti inquieti e folli,
R-ovinando per sempre
O-ffuscati ruderi e
T-utto quel che intorno
E-merge tra la nebbia.
M-i soffermo solo
P-er amare te che
O-stile... ancor mi rinneghi.
fiori che sbocciano
Rinati a nuova vita.
Il dolce alito di vento
si fa ormai sentire
Mentr'io silenzioso
lo ascolto.
Ascolto il dolce canto degli uccelli
che allegramente
Volano per il firmamento.
E i fanciulli beatamente
corrono per i verdi prati.
Rinasce finalmente la natura
A dipingere la primavera
con i suoi bei colori.
Attendo che asciughi il bianco.
Intanto stendo l’indaco e annovero
tra le cose da fare
andar in vineria per del Chablis.
Col nero dò solo qualche pennellata
alla natura en passant, e oh là là
resto impressionata vis-à-vis alla tela.
La strada però…comme ci, comme ca.
A domani, sogni d’oro mon ami.
Mani afferrano la matita HB e il caffè
Appena fatto, con gli occhi semichiusi.
Sigaretta che al barlume antelucano
Tra i denti si fuma da sola, e pensieri astrusi.
Ritorno allo scrittoio a inondare fogli saturi.
Ossessionato dalle scadenze imposte
Per il nuovo libro incipiente, dall’editore.
Ostentazione, riluttanza e le anelate risposte.
Ecco come vorrei fossero i miei giorni altalenanti:
Traballanti in mestizia e compiacimento, un
Appagante sodalizio tra convulso pathos e contanti.
A " ancora" l'urlo di chi sa cosa vuol dire basta;
D doniamoci ciò che siamo, ciò che abbiamo;
O oggi è quel presente che ci sfugge, oppressi da ciò che sarà domani;
M mano nella mano senza domande con la sola certezza di ciò che proviamo;
A amami non chiedo altro, fatti amare non voglio altro;
N noi superando ostacoli e dolore;
I insieme ora e sempre.








